Le origini

Le origini delle tre cooperative storiche del territorio di Massa Lombarda, Conselice e Lavezzola, risalgono al 1890 per la costituzione della CAB. di Massa Lombarda e le prime forme di realtà cooperativa nel Conselicese (Associazione generale fra gli operai braccianti di Conselice , Lavezzola e San Patrizio) , poi nel 1907/1908 per la costituzione rispettivamente della CAB. di Lavezzola e della CAB. di Conselice.

Esse furono fondate da braccianti, operai agricoli,  per sottrarsi allo sfruttamento dei mezzadri e proprietari terrieri  di quei tempi, e per ripartire in modo più equo il lavoro fra gli stessi operai.  Con la costituzione delle Cooperative i lavoratori riuscirono insieme ad affrontare meglio la dilagante disoccupazione e la fame, ottenendo  lavori in appalti pubblici per la bonifica del territorio, la costituzione di strade e canali ,il terrazzamento a mano (scariolanti) ed attività di manovalanza per privati. Nella memoria storica dei Conselicesi  si ricorda il barbaro eccidio del 1890 di due mondine risaiole e di un operaio che insieme ad altri lavoratori protestavano per la dilagante disoccupazione e per la misera paga riservata ai braccianti. Risalente a quegli anni 1888/90 è la costruzione del Magazzeno-essiccatoio del riso presso il centro aziendale “Tarabina”, oggi recuperato ed adibito a museo permanente degli attrezzi della civiltà bracciantile agricola.

Nei primi anni  del 1900 nei  terreni oggetto della bonifica,  veniva praticata la coltivazione del riso ,che rappresentò una fonte importante di sostentamento per i braccianti già da anni flagellati dalla fame e dalla malaria; e la coltivazione della Canapa che forniva fibra necessaria alla formazione di tessuti per gli usi quotidiani nel nucleo famigliare.

Nel 1919  la Federazione delle Cooperative di  Ravenna diretta da Nullo Baldini, acquistò dal Duca Massari di Ferrara l’omonima  azienda di 928 Ha in un unico corpo, in gran parte  da bonificare poiché ricoperta da canneto e zona umida al costo di 3000 £/ha.  I braccianti di Conselice e Lavezzola effettuarono negli anni le opere di bonifica e di miglioramento della  fertilità delle terre a loro consegnate fino ai giorni attuali.

 

Durante  il ventennio fascista per le tre cooperative rimase la sola entità economica in quanto la devastazione ed il saccheggio  fascista mandò in  fiamme (1922-1924) le sedi, e gran parte delle macchine dei materiali e delle attrezzature possedute.  Furono estromessi i consiglieri braccianti e  posti al comando delle cooperative  Gerarchi del regime fascista.

 

Con la Liberazione dal regime fascista, dal ‘45 in poi per le cooperative iniziò un nuovo percorso storico di ammodernamento, sviluppo tecnologico e ampliamento delle superfici in coltivazione, con il rilancio delle attività prettamente agricole.;

Il numero dei soci di ogni cooperativa negli anni ’50 va sempre più aumentando, Conselice raggiunge nr. 1250 soci lavoratori, viene introdotta in quegli anni la  coltivazione del tabacco, numerose infatti, sono le donne (tabacchine) che svolgono la lavorazione manuale delle foglie stagionate ed essiccate del Tabacco .Vengono in quegli anni costruite le strutture per l’ essiccazione delle foglie “sicàtoì”, tutt’ora esistenti presso i centri aziendali “Tarabina “ e “Selice”, e degli ambienti di stoccaggio e conservazione dei prodotti  agricoli. Gli anni  ‘60/’80 sono  caratterizzati dallo sviluppo della frutticoltura (melo, pero, pesco, susino) e viticoltura (Trebbiano), tali da rendere evidente la necessità di creare strutture di lavorazione  e commercializzazione della frutta ,dell’uva e delle sementi ( II grado) collegate alle aziende  cooperative  ed anche  private.

 

Negli anni ’80 si fa strada fra i soci una sempre maggiore coscienza ed attenzione alle problematiche ambientali e di qualità  dei prodotti, iniziano così le prime esperienze tecniche di lotta guidata ed integrata nelle coltivazioni praticate dalla cooperativea.

 

Nei primi anni ’90 hanno inizio le esperienze di coltivazioni biologiche ( Ex- Reg. CE 2092/91) oggi (Reg. CE 834/07) e dal 1995 con il  (Reg. CE 2078/92) oggi (Reg. CE 1698/05 Misura 214)  viene avviato e proseguito un consistente programma di agricoltura  più compatibile con l’ambiente ed al tempo stesso di ripristino e rinaturalizzazione di diverse aree, aderendo a più azioni previste dal  Disciplinare Regionale.